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title: 'La sicurezza dei dati nell’era dello smart working'
description: "10 passi per garantire la sicurezza dei dati e delle informazioni aziendali nell'era dello smart working."
lang: it-IT
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Scritto da QSA

Categoria: [Blog](https://qsa.net/blog)

Pubblicato: 03 Agosto 2022

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- [ DigitalCIO ](https://qsa.net/component/tags/tag/digitalcio)

- Titolo per video: Smart Working e Sistemi Qualità: sfida o opportunità per la tua azienda?
- Link video youtube orizzontale: [https://www.youtube.com/watch?v=JcUtP3\_kVqs](https://www.youtube.com/watch?v=JcUtP3_kVqs)

![Lucchetto per la sicurezza](https://qsa.net/images/blog/la-sicurezza-dei-dati-nellera-dello-smart-working.jpg)

Attraverso questo articolo Luca Salini, titolare di Sada Snc, consulente e auditor esperto in sicurezza delle informazioni e di certificazioni ISO 27001, ci aiuta a individuare 10 passi da seguire per garantire la sicurezza delle informazioni aziendali nell’era dello “**smart working**”.

In un momento storico in cui lavorare da remoto è diventata una necessità per la maggior parte delle Aziende, ci si è trovati proiettati nell’uso di strumenti digitali in assenza di adeguati sicurezze informatiche, dovute all’uso di connessioni “private”, nuovi strumenti e una proliferazione di mail e collegamenti.

Proviamo quindi a mettere un po’ d’ordine con questo decalogo, frutto dell’esperienza e del buon senso.

## *1) Definire delle policy di sicurezza delle informazioni*

Per gestire la sicurezza delle informazioni in modo adeguato ci sono sempre due modi:

- Investimento tecnologico
- Gestione delle policy

Le tecnologie di sicurezza hanno un costo non sempre adatto al rischio e nelle piccole Aziende risulta difficile fare investimenti in tecnologie per assicurare la sicurezza dei dati. In questo contesto è più congeniale la definizione di **policy interne** che agiscono sulla risorsa più importante dell’azienda, ovvero le persone, e necessitano quindi di essere accompagnate da attività di formazione.

## *2) Effettuare un’analisi del rischio adeguata*

Bisogna fare un’**analisi del rischio** opportuna e basata sulle informazioni dell’organizzazione (informazioni-centrica), le informazioni devono essere disponibili, integre e riservate. 
L’analisi deve essere fatta in un linguaggio comprensibile alla dirigenza al fine di permettergli di comprendere l’impatto economico delle scelte al verificarsi del rischio.

## *3) Scegliere credenziali opportune*

Molto della sicurezza delle informazioni si ottiene da una buona scelta delle **credenziali**. Una buona regola può essere l’introduzione di policy differenziate in funzione della tipologia di rischio di accesso e definendo complessità di accesso coerenti con il business.

## *4) Gestire piattaforme ed informazioni in modo centralizzato*

È opportuno che, soprattutto nel caso di lavoro da remoto, le informazioni dell’azienda non vengano distribuite all’interno di piattaforme non controllate dall’organizzazione. 
Uno strumento come **Digitaliso**, per esempio, consente di tenere sotto controllo e gestita tutto quello che concerne il Sistema di Gestione aziendale: documentazione, scadenze, elenchi e registri, eventi, allegati. 
È necessario analizzare le piattaforme e i dati necessari all’attività lavorativa e garantire il controllo delle piattaforme utilizzate evitando l’uso di strumenti gratuiti e non professionali, le cui **policy di sicurezza** e privacy difficilmente sono a norma. 
È importante effettuare un’analisi periodica degli accessi previsti e rilasciati sulle piattaforme condivise.

## *5) Gestire le capacità*

È necessario effettuare un’**analisi delle risorse** utilizzate per l’attività lavorativa, cosa che solo l’accentramento dei dati consente di fare.

## *6) Non esiste sicurezza migliore di quella che non si vede*

Il blocco all’accesso delle informazioni non è sempre la strada migliore da seguire. È meglio consentire l’accesso ai dati aziendali, anzichè bloccarlo, perché permette di avere maggiore capacità di monitoraggio e di evidenziare comportamenti non in linea con le **policy aziendali**.

## *7) Gestiamo gli incidenti*

Più del 50% degli incidenti (**Non Conformità** di natura informatica), sono dovuti a errori che possono essere corretti portando a significativi miglioramenti “di sistema”. 
Ancora una volta, come già si è avuto modo di dire in altri capitoli, è necessario raccogliere evidenze degli incidenti per poterli analizzare e correggere, sviluppando in questo modo anche la capacità di gestione del rischio.

## *8) Gestiamo i fornitori con consapevolezza*

Probabilmente durante il lockdown il parco fornitori di **servizi IT** è aumentato per avere nuove applicazioni, nuove piattaforme e nuova connettività. Tutto ciò è avvenuto in emergenza, quindi probabilmente, senza i necessari passi previsti. Ora però si devono stabilire degli adeguati accordi e livelli di servizio e si deve effettuare il monitoraggio anche sui fornitori.

## *9) Rivedere il presidio fisico delle sedi*

Spesso, le sedi, sono ancora il **punto di centralizzazione** delle informazioni dell’organizzazione e nel periodo di lockdown hanno sicuramente avuto un presidio inferiore rispetto a prima. Attenzione quindi anche alla sicurezza fisica ovvero alla protezione dell’accesso ai server ed all’infrastruttura.

## *10) #Andrà tutto bene*

Questo periodo ha messo a dura prova i piani di business continuity, che sono stati ampiamente testati. Sarà opportuno, con il lento ritorno alla nuova **normalità**, riesaminare tutto quello che è successo allo scopo di migliorarli alla luce dell’esperienza.

Queste poche e semplici regole possono permettere di abbattere i rischi di un mondo, quello informatico, in cui gli attacchi aumentano in modo esponenziale anno dopo anno, grazie a strumenti di hackeraggio che sono oggi alla portata di tutti.

Proteggersi significa anche dotarsi di soluzioni di sicurezza delle connessioni e della navigazione. Il primo passo, in un mondo che cambia continuamente, è quello di disporre e divulgare il giusto livello di consapevolezza.

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